Un tentativo di fissare dei punti nella memoria

Eccomi

Utente: PolarBear
Nome: Lorenzo
A qualunque età, non sono ancora riuscito a smettere di crescere. Da piccoli si pensava "da grande farò...", ma quando è che ci daranno il permesso di essere grandi? Intanto continuo a navigare in questa interminabile adolescenza, crescendo e cambiando e continuando a stupirmi del mondo e della vita.

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martedì, 23 giugno 2009
Recensione: una notte da leoni

una-notte-da-leoni-locandina    Vedendo l'altra settimana il trailer di questo titolo, aspettando di vedere il tiepidamente deludente T4, ci siamo ripromessi di fiondarci a vederlo: nel trailer c'è tutto il film, il suo espediente narrativo, l'incipit, non certamente il finale. Quindi ci siamo seduti in poltrona già sapendo, a grandi linee cosa ci aspettava e aspettandoci non molto, abbiamo avuto qualcosa di più.
    Quattro amici, uno va a sposarsi, gli altri gli organizzano l'addio al celibato a Las Vegas. La mattina si svegliano nella suite devastata dai bagordi, con una gallina, una tigre e un neonato, senza lo sposo né la minima memoria di cosa sia successo nelle ultime 12 ore. Da qui parte la ricerca della memoria perduta, attraverso indizi e racconti di personaggi macchiettistici (per quanto il cinema americano li possa produrre), che si dipana per tutta una lunghissima giornata non priva di avventura.
    Il risultato è gradevole, esilarante senza strafare, non elegante ma mai volgare. Le trovate interessanti (non geniali, questo no), introducono un intreccio di trascorsi e di figure imbarazzanti che vanno a sovrapporsi ai caratteri sconclusionati dei tre protagonisti, trasformandoli secondo un canone classico del racconto d'avventura in cui l'eroe attraverso peripezie muta se stesso per sconfiggere il nemico.
    Lo sposo è in effetti il classico bravo ragazzo, senza difetti ma senza enormi qualità, se non quella di fare da collante e baricentro tra i suoi tre sconclusionati amici, i quali, in sua assenza, si ritrovano nella situazione di dover conciliare le loro polarità estreme e conflittuali.
    Un finale che poteva esser geniale si risolve quasi banalmente, ci sarebbe voluta la mano dei fratelli Coen...

    Fotografia da non buttar via, con tagli che sanno tanto di citazione, colonna sonora classica per un film del genere.

    Andate a vederlo, non ve ne pentirete, ma non vi aspettate un'opera d'arte.

Postato da: PolarBear a 13:11 | link | commenti
recensioni

domenica, 21 giugno 2009
CInema

    Stasera cinema.
    Si va a vedere una cosetta non impegnativa: una notte da leoni.
    Niente di ché, tanto per risolvere una domenica un po' fiacca all'insegna del tempo incerto e della pigrizia.
    Lo scrivo qua per mettere la mano nella tagliola: rompetemi un po' le palle per sapere com'è stato, almeno mi rimetto a scrivere qualcosa, invece che usare il PC solo per fare i giochini...

Postato da: PolarBear a 21:07 | link | commenti (1)
areté

domenica, 07 giugno 2009
Valhalla 2009 The day after

     A dire il vero la polvere si deve ancora depositare, ma voglio lasciare qui un appunto a caldo di questo fine settimana allungato.
    Come ogni anno, i marozziani hanno indetto la loro surreale vacanza a suon di rattanate, alcool ed eccessi ludici. Quest'anno eravamo sull'isola Polvese, nel lago Trasimeno, praticamente tutta per noi dal tramonto all'alba, piena di normali nelle ore diurne.
    Un ostello, un castello, un approdo, tutto qua.

    Io e il Pupo avevamo un programma un po' particolare, tuttavia, che abbiamo rispettato pedissequamente con le prevedibili conseguenze di fatica, sconforto e malumore, ma anche con tanta soddisfazione.

   In breve (mica tanto), siamo partiti da Firenze venerdì in tarda mattinata, già di malumore per l'approssimativa organizzazione dei tempi, approdando sulle rive del Trasimeno per un tardo e affrettato pasto. Si va a perdere di due minuti il traghetto (grande inghippo di questo Valhalla) e abbordiamo all'insegna del JollyRoger quello successivo.
    Sull'isola sono già le cinque, si sbarcano i numerosissimi bagagli, si allestisce il campo da Jaggerball, si prende possesso dell'ostello ed è subito sera. Una parca cena (che all'ostello non si mangiava né tanto né bene) e subito via con la scialuppa del guardiano a recuperar la riva. Un'altra ora abbondante in macchina per recuperar Firenze e una quieta nottata con il Pupo a raccoglier le forze per l'indomani.
    Sì, perchè il sabato la sveglia non era antelucana ma perentoria, si salta in macchina e ci si sciroppa una sgropponata fin quasi a Trieste, per portare il Pupo a disputare la finale del Campionato Italiano di Rugby Subacqueo. Partenza alle 10.00, arrivo alle 14.15, partita (4-2, vittoria per la FIRS!), e ripartenza alle ore 17.15, direzione Trasimeno. Dopo 550 Km, alle 22.35, si riprende la scialuppa e si affronta la traversata di un Trasimeno agitato dal vento.
    E qui iniziano le cattive notizie.
    1) Iacopo ci si presenta con una spalla traumatizzata, si pensa ad una brutta slogatura, ma dopo trasporto in ambulanza (motoscafino) e visita all'ospedale si scopre essere una frattura. Nottata fuori per lui e il Bat, un mese di prognosi, fine delle ostilità per il momento.
    2) Tasso aveva malamente nominato Thor la sera del venerdì, come è tradizione, l'incomodo norreno ha iniziato a setacciare l'Italia, tuoni e fulmini, per trovarci e partecipare alla festa. Questo ha portato un maltempo a chiazze che noi ci siamo presi tutto facendoci mezza Italia in sei ore e ha portato vento e nuvole sul Trasimeno che sono diventate la tradizionale acquata di fine evento quando noi s'era ad aspettare il traghetto sulla banchina.
    3) Il Pupo, appena arrivato, infila protezioni e maschera e si butta a combattere, poi torna e, declinando una tranquilla nottata in camera, opta per stare con gli altri a chiacchierare e bere sul prato. Io ovviamente non lo mollo, che meglio sul prato con lui che in camera da solo. Mi prendo la mia razione di freddo e mi faccio un po' scaldare. All'ora giusta (le 2.30) il Pupo decide che possiamo ritirarci, ma a quel punto è troppo alticcio per camminare diritto. La cosa lo esilara e la nottata si apre all'insegna di lui che sghignazza e si agita e io che non dormo e lo trattengo dal farsi male (tipo cadere sugli stipiti, rotolare dal letto...). Lui ovviamente dorme anche mentre si agita. La matttina io sono sfavato, affamato e stanco. Risolvo di dormire fino all'una, mentre lui è fuori a valhallare, ma la direzione fa sapere che vuole le stanze per le 10.00 (ma neanche nel Burundi!). Per cui faccio le mie valigie e mi incammino al traghetto. Una discussione col Pupo mi porta a non fare lo scemo e a trattenermi.

    Jaggerball. Seconda edizione con regolamento un po' fixato e attrezzature migliorate. Tanto divertimento e nessun infortunio. Un buon benchmark. I ragazzi vogliono continuare, magari.

    Il Valhalla finisce alle 15.00, quando Thor ci trova e noi perdiamo l'ennesimo traghetto. Lascio ai commenti le impressioni degli altri.

   Che gli Dèi strafuminino i traghettatori del Trasimeno, i podisti tutti, i bambini dei podisti, l'isola Polvese con i suoi otto abitanti e la facciano sciogliere in melma fino a riempire quella pozza che chiaman lago e poterci fare un parcheggio!

Postato da: PolarBear a 20:42 | link | commenti (3)

giovedì, 28 maggio 2009
I'm Back!

    Rieccomi!
    Linea nuova, vita nuova (mica vero).
    Almeno posso tornare alla parvenza di assiduità e farvi leggere i miei delirii.

    Cosa è successo nel frattempo?
    Molto e il contrario. Io mi sento un po' lo stesso, quindi niente cambiamenti epocali, il Pupo sta sempre al suo posto quindi niente gossip piccantissimi.

    E' arrivato il caldo, stanno finendo gli impegni marozziani ordinari e iniziando i marozziani straordinari, stanno iniziando le rievocazioni.
     Ho tirato fuori i pattini e mi ci sono cimentato tipo orso con le babbucce un paio di volte, mi sono ripromesso un po' di assiduità, ma per ora latito nella pigrizia e nella scusa del caldo da lupi. Se il Pupo consente, or dell'autunno riuscirò a starci dignitosamente in piedi.
torneomarozzo
    Torneone Marozzo espletato senza gloria. Un bell'evento con un secchio di iscritti, quattro campi di gara in sedici ore piene di competizione. La squadra più folta quella di Firenze, 19 membri. Non si è portato a casa nessun posto sul podio, ma tutti si sono distinti e fatti conoscere per sportività, correttezza e simpatia, che in ambito agonistico non è poco per nulla. I ragazzi del primo anno si sono confermati una bella infornata davvero.

Agnadello    Prima rievocazione il 17 Maggio ad Agnadello. Le Bande Nere in cordata con Montone, de Rebus e san Giacomo Maggiore hanno portato un bell'accampamento e un grande quadrato di picchieri con serragente e armati (pesanti) di supporto. In capo oltre 200 armati e una folla di figuranti, noi 22 costituivamo l'unico punto di disciplina riconoscibile (colori omogenei, ordini urlati, ripetuti ed esuguiti, movimento in formazione) nel campo. Lascia stare che abbiamo cambiato fazione a metà battaglia, ma siamo mercenari mica per nulla!
    A proposito, un caldo e un umido da paura!

    Letto un po' di cosette, un bel librino consigliato dalla Yena, l'Apprendista Assassino di Robin Hobb (che è poi lo pseudonimo di una tipa ma si capisce nel modo in cui narra), carino e insolito. Apocalittico, invece, Small Gods, di Terry Pratchett, in inglese (e mi sa che il panzerpapa si opporrà ad una pubblicazione in italiota), assolutamente da non perdere.

    Cinema pochino, siamo andati a vedere Angeli e Demoni... tiepido.

    Il rugby sub ha dato delle gioie più sociali che sportive (per me almeno) che sono un po' indietro ad allenarmi ma mi sono reso presente per un supporto in un paio di occasioni e la squadra restituisce generosamente calore umano.
    Ultima soddisfazione pupesca in ambito, l'attribuzione del premio per il miglior giocatore dell'anno: inutile a dire che sono orgoglioso di questo Pupo che cresce, anche se ne ho poco titolo. E quasi inutile dire che pure alla consegna del premio si è fatto tirare le orecchie per eccesso di modestia... E prendilo un premio una volta tanto! Che te lo sei meritato!

    A proposito, prossimo appuntamento è la finale del campionato italiano, che cade... propio il sabato del Valhalla! Cacchio!
    E allora?
    Io non mi sono certo messo in squadra, ma mi son fatto lo scrupolo di capire cosa volesse fare il Pupo. Sulle prime aveva deciso per la vacanza marozziana, ma poi hanno preso un po' troppi schiaffi nella prima giornata contro il Napoli e allora la sua presenza alla finale si è resa obbligatoria. Ma quella testa dura non vuole rinunciare ad un minuto di Valhalla! se possibile, e allora? Allora il programma è: scendere in sede valhalliana il venerdì presto, fare pomeriggio e serata, la mattina del sabato partire, farsi cinque buone ore di macchina, giocare questa bella finale, rimettersi in macchina e tornare cinque ore a ritroso sperandiodi fare a tempo per l'ultimo traghetto (il Valhalla! quest'anno è sull'isola Polvese del lago Trasimeno). E ovviamente io lo scarrozzo, che mi fa piacere stare con lui ma soprattutto mi dà troppo pensiero saperlo da solo a guidarsi mezza Italia con la stanchezza.

    Che altro?
    Balocchi pochi, che il tempo latita.
    E' uscita la nuova edizione (Beta) di Warmachine e la stiamo un po' assaggiando.
    Ho messo assieme un gruppetto nuovo (con materiale vecchio) in cui vado ad arbitrare il terzo tentativo della mia saga di Ars Magica. Andrea e Francesco, con Matteo, fin'ora limitati ad un balocchesco D&D 4° (scusate il termine) ribattezzato "fumigoni e tirannosauri" dalla vena ironica di Andrea, a cui ho affiancato il Pupo (che me lo lascio indietro?) oltre a Mizio e il Beltra, che da buoni veterani di mille balocchi sono sicuro daranno nerbo al tutto e supporto a me.
    Intanto il gruppo della domenica (quello capitanato dagli ingegneri) si alterna in LAN e nel lancio della campagna L5R arbitrata da Arash (sulla quale conto tanto per divertirmi).

    Per ora questo è un ragguaglio. Vedo di raccogliere idee e tornare un po' assiduo.

Postato da: PolarBear a 18:48 | link | commenti (1)
rugby, subacqueo, pupo, bande nere, marozzo, areté

sabato, 25 aprile 2009
Resistete!

    Resistete, mi stanno riallacciando...
    Tempo un paio di settimane e potrò tornare a impestare queste pagine con le mie bischerate, intanto valete!

Postato da: PolarBear a 16:28 | link | commenti (2)

sabato, 04 aprile 2009
Occhi aperti!

    Tenete gli occhi bene aperti, smettetela di guardarvi i piedi o il bellico (per chi non riesce a vedersi i piedi), alzate la testa e uscite di casa.
    Se non ve ne foste accorti, è primavera.
    La cosa peggiore che potreste fare adesso è lasciarla scorrere senza godervela. Banalità, forse, ma i colori e la luce di questo periodo, questi tramonti assurdi con il sole rosso sotto le nubi che piovono, questi verdi che più vivaci e freschi non si può, queste fioriture sui rami ancora spogli...
    Se non guardate adesso, tra giorni, un paio di settimane, saranno andati per lasciare il posto al rigoglio della piena stagione, e presto vi inizierete a lamentare che fa caldo. E se non li guardate adesso, sarà inutile aspettare l'anno prossimo, che farete lo stesso, troppo presi a lavorare, studiare o solo affannarvi e lamentarvi per aprire la finestra e guardare fuori.
   E poi uscite di casa, andate in giro a piedi, respirate l'aria ancora fresca ma già a "temperatura d'uomo". Guardatevi intorno, i manzi iniziano a svestirsi, che dopo l'inverno imbacuccati hanno voglia di mostrare un po' di sé e sentirsi liberi; le manze fanno lo stesso, per chi le guarda...
    E' tardi per la prova costume, dovevate pensarci a ottobre, prima di coprirvi e a dicembre, prima di abbandonarvi alla lascivia delle feste. Ora non vi resta che sperare in bene e mostrare il frutto delle vostre fatiche e dei vostri peccati.
    Io mi sento in bilico, da quest'ultimo punto di vista: ho ripreso qualche kilo, ma posso ancora metterci una pezza, alla mia età. Inutile dire che il Pupo è in perfetta forma ed è un piacere pensare di portarlo un po' a pascolare al sole...

    Novità, gossip, cose incredibili... Mah!
    Nulla di incrdibile, devo dire.
    Abbiamo iniziato (è una parola grossa, stasera la seconda uscita) a frequentare Andrea e Checco, chiacchiere e gastronomia, un'accoppiata vincente. L'altro sabato abbiamo fatto terderrimo senza accorgercene, il che vuol dire che si stava bene, questa sera vedremo.
     C'è chi è agitato, speriamo si prenda per le palle da solo e se la faccia passare.

Postato da: PolarBear a 18:28 | link | commenti
demonio, pupo, areté

domenica, 08 marzo 2009
Prospettive

    E' quasi primavera, momento di uscire dall'ursino letargo e annusare l'aria del nuovo anno.
    Penso che la cosa più importante sia darsi delle prospettive. Mi rammento un anno, uno di quelli un po' duri al lavoro, con poca stabilità economica (pochi soldi tante spese) ma con uno spirito di aspettativa intenso: avevo conosciuto Enrico, ci sentivamo per telefono e andavo da lui più spesso che potevo, ma l'obbiettivo era arrivare ad agosto e fare le ferie insieme. Ecco, quello fu un anno energetico, pieno di aspettativa e vissuto bene.
    Ora siamo in fase statica. Appunto un letargo, non narcotico ma di ritmi ed abitudini. Occorre darsi degli obbiettivi cui ambire e per i quali vivere oggi. Certamente ho intorno persone dalle quali trarre un po' di carica: il Pupo in primis che mi sta vicino, ma anche il Demonio con il suo umore altalenante, altri che vorrei poter avere tempo infinito per frequentare...
    E allora facciamo un po' la lista delle cose da aspettarsi quest'anno:
-Seminarione Marozzo, tra una settimana, san Marino.
-Festa di san Patrizio (ommioddio!)
-Cena per il TC internazionale della FIRS (che detta così sembra una cosa pazzesca, vedremo)
-Torneo Marozzo (il decimo) che quest'anno è pure torneo UISP (il primo)
-Tutta la stagione rievocativa (omamma!)
-Mondiali di sport subacuei (ancora non so se prender ferie per andare con la squadra)
-Ferie con il Pupo

    E poi si starà a vedere...

   Intanto, si parla di cambiamenti, che fanno sempre bene. Appena il tempo ce lo permette cambio la camera con il pretesto di rifare l'intonaco, sto pure guardando se è il caso di indebitarsi per cambiare la macchina che la mia ha raggiunto da un lustro l'età pensionabile, poi altre cosette all'orizzonte...

Postato da: PolarBear a 10:23 | link | commenti (1)
areté

venerdì, 20 febbraio 2009
Settimana piena

    Mi rendo conto che non sto scrivendo da un po', nonostante abbia delle idee e cose da condividere. Il fatto è che sono ripartito con dei bei ritmi, allenamenti pieni e attività di coordinamento per la prossima stagione rievocativa.
    Devo dire che mi manca un po' lo scrivere e, magari, leggere dei commenti, ma senza tempo fisico (e il momento giusto per scrivere qualcosa di senso compiuto) diventa difficile.
 
    Vi racconto cosa?
    Che questa settimana ho ri-incasellato gli impegni, stralciato qualcosa e compresso alcuni tempi: risultato buono, tutti gli allenamenti in palestra e in piscina assolti, forma fisica in miglioramento, tonnellate di mail lette e risposte, costumi per la Compagnia in avanzamento.
    Il Pupo presente ammodino, davvero benino.
    Speriamo nella presenza dello Dimonio nel fine settimana.

Postato da: PolarBear a 21:40 | link | commenti
areté

giovedì, 12 febbraio 2009
Ferie forzate

    Si dice così no? Quando ci si ammala e non si può far nulla se non rantolare...

    Ecco. Il vostro affezionatissimo c'è rimasto, a letto con l'australiana. Che era meglio con l'australiano, ma tant'è...
    Cronaca di un malessere non annunciato (la volate davvero leggere?).
    Tutto inizia lunedì sera, dopo una normale giornata di lavoro e un pisolo propiziatorio alla serata, mi metto in macchina con il Perugino alla volta di san Lazzaro, per il corso di sciabola di maestro Bimbi. Non che la voglia si tagliasse a fette, ma tanto è sempre un effetto pigrizia, che poi s'era solo io e lui dei canonici 5 dei lunedì dispari, ma lui aveva da dare un pregiatissimo esame di spada&daga e io da recapitare della altrettanto pregiata mucca.
    In macchina, a metà Appennino, le viscere iniziano a languire, modello mattone di calcestruzzo, un brividino qua e là, ma andiamo avanti. Arrivati che siamo in palestra, già tremazzavo, la temperatura non era proprio per la quale e già cercavo qualche divinità originale da bestemmiare.
    Il vaccino l'ho fatto, sì, speravo che almeno rendesse immuni ad una serie di inconvenienti acuti... e in effetti non sono andato svomitazzando ovunque come di canonico di questa sindrome, ma mi sono limitato ad un febbrone da +4° sulla basale. Insomma, a san Lazzaro sono stato tutta la sera abbracciato ad un termosifone aspettando che finisse la lezione e che si sbrigassero con quel ciufolo di esame. Avrei potuto romper l'anima per tornare via subito, ma sulla lunga non sarebbero valse mica a nulla due ore avanti e indietro e mi spiaceva appunto romper l'anima. Per cui nulla. Rimontiamo in macchina, sbagliamo strada (accidenti ai bolognesi, che fossero rimasti a far strade per i ciuchi) e riusciamo a tornare a casa ad un'ora invereconda.
   Mi metto a letto, tremulo di febbre, già il copione è noto: doccia bollente, cambio di biancheria, accappatoio, sudata a letto nel delirio del sonno/febbre, seconda doccia, secondo cambio, secondo accappatoio, seconda sudata e così via finchè non passa.
    La mattina la tiritera delle telefonate al lavoro, al medico, a raccomandarsi per le scartoffie... Un incubo peggio di star male. E poi la febbre tiene duro tutto il giorno e ancora mercoledì.
    In compenso il vaccino regge lo stomaco, in tutti i sensi, come avere una palla di argilla al posto delle viscere. Mi fa male a stare a letto, ma in piedi non ci si sta con la testa che non collabora, seduti poi... a far che. E poi se dormo troppo mi viene mal di testa (eccolo!) e quindi mi tocca oltre al resto riempirmi di antiemicranici e ipnotici (tanto non devo mica guidare!).
    Insomma, via! Due giorni di cacca, oggi meglio, domani speriamo bene.

    In tutto questo, niente palestra e niente piscina tutta la settimana (che palle!), da domani un po' di attività in casa (tipo montare soldatini), in compenso ho letto un sacco (sì, prima o poi ne scrivo, ok).
    Ale è tornato dopo un po' di giorni di svago e mi ha trovato allettato.
    Il Pupo si è fatto sentire ed è passato a trovarmi (meglio di così).
    Sono pure riuscito a fare un po' di mail....

Postato da: PolarBear a 20:20 | link | commenti
areté

domenica, 01 febbraio 2009
Raduno istruttori Marozzo 2008/09

    Dovevamo farlo a Novembre, ma per varie concause è slittato a questo fine settimana.
    Come l'anno scorso, ci siamo trovati nella casa di Labante per conferire su questioni tecniche e amministrative dell'associazione.
    Come l'anno scorso, è stata anche occasione per stare insieme e fare una buona serata.

    Il Pupo lontano, a sciare sulle Alpi Austriache, mi sono apprestato a questo fine settimana armato di mucca morta e porco nel budello (bistecca e salsicce), le qual cose hanno saziato e soddisfatto il palato dei trenta marozziani covenuti.
    Causa frana il viaggio, già curvilineo per sé, si è allungato di una quarantina di Km,  tutti rigorosamente in montagna. Comunque, all'arrivo abbiamo trovato la casa già calda e piena di gente.
    I lavori sono iniziati subito con l'elezione del nuovo Consiglio Direttivo, che da oggi annovera anche il sottoscritto. Mi sono candidato non tanto per orgoglio o volontà di "scalare", quanto per mettermi a disposizione dell'associazione, specie vedendo che chi aveva ricoperto questa carica precedentemente è arrivato stanco e diversamente incasinato, come dire bisognoso di un cambio in corsa.
    Varie chiacchiere e riassetti inter nos e con gli altri hanno caratterizzato la serata, interrotta per una doverosa pappata. Quindi solo ad un'ora relativamente tarda ci siamo dati al cazzeggio, con alcool e balocchi.
    Nottata tranquilla anche se non comodissima (le brande da scout lasciatele a loro) ma certamente calda. Ci si alza al mattino sotto una copiosa nevicata (bella la neve! sì, in cartolina), qualcuno va a correre (non io), si appresta una colazione anarchica e poi si attacca con i lavori tecnici: revisione delle tecniche di spada e rotella. Pausa caffè, ripresa, pranzo e poi tutti a far fagotto, salutare e tornare a casa. Altre due buone ore sotto una nevicata costante per rientrare a casa.

    Buono il clima, la compagnia, la pappa e i risultati tecnico/amministrativi raggiunti.

    Negativo il ristorante del paese, il Guado di Labante (che ci avevan detto fosse chiuso), che ha cambiato gestione rispetto all'anno scorso. Direte voi "che te frega, se tanto non ci siete andati?", me frega un pochino, che prima c'era un cuoco manzo da far paura e mi son perso (l'anno scorso e ora per sempre) l'occasione di conoscere. Ogni lasciata è persa.

Postato da: PolarBear a 17:26 | link | commenti
marozzo, areté